Le invasioni barbariche in Lombardia (401-452 DC.)

Il V sec. vede lo sfacelo dell’Impero Romano di Occidente e a nulla valgono le difese approntate in luoghi strategici di cui in Lombardia CASTELSEPRIO (illustrato nei “Luoghi da vedere”) è un esempio. In Lombardia ci troviamo di fronte alle prime invasioni barbariche.
E a nulla serve il valore di comandanti militari come Stilicone e poi Ezio (che poi erano di origine barbara anch’essi) i quali, proprio per il loro valore e la loro lealtà, vengono fatti fuori dagli imperatori del momento.
Se poi i cosidetti “Barbari” venivano in Italia (e altrove) non è sempre per il gusto di fare razzie e di distruggere ma è perchè anch’essi erano oggetto di pressioni che venivano dall’Oriente (financo dalla Mongolia) e di competizione per il possesso delle terre o anche perchè volevano ottenere qualcosa di più di quanto assegnato loro dall’impero.
Così nel 401 Alarico, con i suoi Visigoti, lascia l’Epiro, dove si era insediato con il consenso dell’imperatore di Oriente, invade le Venezie, prende Aquileia, poi assedia Milano e si spinge fino in Piemonte dove viene sconfitto da Stilicone (Pollenzo 402 d.C.) così che si ritira nell’Illirico e in Pannonia.
Nella circostanza l’imperatore (d’Occidente) Onorio, vista la situazione precaria si rifugia a Ravenna e Milano cessa di essere la capitale occidentale dell’Impero.

Nel 406 a invadere l’Italia ci prova anche un certo Radagaiso con un’orda di Goti, Unni,Sarmati, Alani ma Stilicone lo batte a Fiesole.
Nel 408 ci riprova Alarico che, presa Roma, punta a sud per passare in Sicilia ed Africa ma muore a Cosenza. Ataulfo, suo cognato e successore, torna a Nord con Galla Placidia per insediarsi in Gallia.
Dulcis in fundo nel 452 Attila, flagello di Dio, dopo essere stato sconfitto l’anno precedente da Ezio (insieme ai Visigoti) ai Campi Catalaunici in Gallia, ritorna in Italia, distrugge Aquileia, saccheggia Milano e Pavia poi, convinto a Mantova da Papa Leone I, se ne torna a casa, dove muore l’anno successivo.

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