La politica di Teodorico

Mausoleo di Teodorico – RavennaMausoleo di Teodorico - Ravenna

Per quanto Teodorico fosse un capo militare (tutti i re o capi dei popoli “barbari” erano tali più per elezione da parte dei loro soggetti, basata sul loro valore militare, che per successione) sembra che non amasse affatto la guerra.
Così, per stabilire rapporti di buon vicinato ha avviato una politica diplomatica tutto sommato innovativa (che si ripeterà nei secoli successivi, fin quasi ai nostri giorni, arricchita dal concetto selettivo di “sangue nobile o blu) basata sui rapporti di parentela: non ha preso o dato in ostaggio parenti, come era successo a lui che all’età di otto anni era stato dato in ostaggio da suo padre all’imperatore di Oriente Leone I (alla cui corte di Costantinopoli era rimasto trattato benevolmente e con tutti gli onori fino all’età di 18 anni).
Invece, una volto risolto il problema di eliminare Odoacre e diventare re d’Italia (con il beneplacito dell’imperatore Zenone) , prende in sposa (circa 493 d.C) Audofleda, sorella di Clodoveo I, re dei Franchi (e poi madre di Amalasunta).
Poi dà in sposa (in ordine cronologico) una sua figlia illegittima (Teodigota) al re dei Visigoti (500 d.C), sua sorella Amalafrida al re dei Vandali (500 d.C), una figlia di questa al re dei Turingi (507-511?) e un’altra figlia illegittima al figlio del re dei Burgundi (522 d.C).
Tutte donne dunque, usate come merce e non certo sistemate nel loro interesse economico o per sentimenti amorosi da queste manifestati (una sorte ben diversa da quella toccata un secolo prima a Galla Placidia che, fatta prigioniera da Alarico, re dei Visigoti, e portata con loro nelle loro peregrinazioni, si è sposata, per amore ricambiato, con Ataulfo, fratello di Alarico, è diventata regina dei Visigoti e, alla morte del marito è stata rimandata liberamente con tutti gli onori e con molte ricchezze alla corte di Ravenna.)
E non avendo figli maschi tiene presso di se la figlia Amalasunta, madre di Atalarico (nato 516-518) con il desiderio di fare di questo il suo successore.
Questo tipo di politica familiare ha retto solo in parte: ha impedito in qualche modo e fino a un certo punto scontri diretti tra il suo regno e quelli contermini ma non è riuscita a evitare guerre e contrasti tra questi regni, al punto che nel 509 Teodorico è costretto a guerreggiare contro i Franchi perché questi avevano attaccato i Visigoti (non certo per l’onore o nell’interesse della figlia Teodigota, quanto piuttosto per evitare il prevalere dei Franchi sugli altri regni e la conseguente rotture di un equilibrio di forze).
Comunque, per quanto riguarda l’Italia, si è trattato di un trentennio di tranquillità perché la guerra contro i Franchi si è svolta in Provenza e solo allora questa è entrata nel dominio diretto di Teodorico.
Il bello o meglio il brutto doveva venire subito dopo, a riprova che in fatto di politica e di potere i legami familiari non sono una garanzia.

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