La fine del regno d’italia (526 d.C.-568 d.C.)

Area archeologica Castelseprio / Torba (VA)Area archeologica Castelseprio (VA)

Tentiamo di riassumere in un capitoletto e per date questi 42 anni di storia tragica, funestati da 18 anni di guerra.
Anno 526: Amalasunta, figlia di Teodorico, diventa reggente in attesa che il figlioletto Atalarico raggiunga la maggiore età. Purtroppo questi muore (2/10/534) e Amalasunta, per reggere alle pressioni dei Goti che la contrastano, è costretta ad associare al trono il cugino Teodato. E, a riprova che i legami familiari non sono una garanzia, questi la fa relegare pochi mesi dopo sull’isola Martana, nel lago di Bolsena, dove la fa uccidere (30 aprile 535).
Nel frattempo (anno 527) Giustiniano è diventato imperatore di d’Oriente e ha avviato una politica di conquista verso occidente. Così nel 533 Belisario, partendo dalla Sicilia, conquista Cartagine e distrugge il regno dei Vandali, occupando Sardegna, Corsica, Baleari e Mauritania.
Anno 535: la morte di Amalasunta dà il pretesto a Giustiniano di avviare una azione di conquista del regno d’Italia, prima con Belisario, poi con Narsete.

Chiesa S.Maria foris portas CastelseprioChiesa S.Maria foris portas - Castelseprio (VA)

Tra scontri e controscontri tutta l’Italia è devastata. Teodato viene ucciso dai suoi nel 536 ma gli sforzi dei suoi successori Vitige (536-540), Totila (541-552) e Teia (552-553) non servono a tenere in piedi il regno d’Italia che cade interamente in mano ai Bizantini e vi rimane fino al 568.
Alla desolazione della guerra e alle rapine dei governanti si devono aggiungere scorrerie di barbari, terremoti, inondazioni, pestilenze e carestie, tanto è vero che si verificarono episodi di cannibalismo.
Per focalizzarci sulla Lombardia (che ancora non si chiamava così) si deve ricordare che nel 539 Uraia, nipote di Vitige, con il rinforzo di Burgundi d’oltralpe, assediò Milano, la prese per fame e la distrusse uccidendo tutti i suoi abitanti di sesso maschile (almeno 30.000)

E ancora nel 553-554, a guerra finita, bande di Franchi e Alemanni, comandate da un certo Buccellino e un certo Leutari, scendono in Italia e la saccheggiano.
Forse è per questo che il così detto “Tractus Italiae circa Alpes”, cioè una serie di fortificazioni disposte nelle zone prealpine, in parte già esistenti nel IV-V secolo per fermare o quanto meno frenare eventuali invasioni provenienti da Nord, viene riattivato e rinforzato con nuove strutture.
In Lombardia ci sono almeno due siti significativi di questo tipo che meritano una citazione e una visita: uno è Castelseprio in provincia di Varese. L’altro è Monte Barro, vicino a Lecco, di cui si parlerà ancora in relazione alla calata in Italia dei Longobardi e che, oltre a un particolare interesse storico, offre uno stupendo e imperdibile panorama sia verso la pianura che verso monte e lago di Lecco.
Torre di Torba S.Giovanni Evangelista – CastelseprioTorre di Torba S.Giovanni Evangelista - Castelseprio - Castelseprio (VA)
P.S.
Tanti anni fa, in Primavera, Monte Barro era meta per Narcisate e forse ancora lo è.
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