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E’ il 1996 quando Paolo Radici, industriale di Bergamo, nella sua ricerca del buen retiro in un angolo di collina non lontano dalla città, trova in Franciacorta l’occasione inaspettata. Sulla linea di confine dei comuni di Adro, Cazzago ed Erbusco, è stata messa in vendita la vecchia dimora appartenuta al celebre pianista Arturo Benedetti Michelangeli. L’edificio è situato sul poggio che domina uno spettacolare anfiteatro morenico: qui è il regno della vigna, dieci ettari, un’immagine suadente che riaccende il sogno di ragazzo, fare vino.
Vicino alla casa, ai piedi della collina, iniziano i lavori di costruzione della cantina, una struttura dall’architettura tradizionale, pensata per integrarsi al meglio con l’ambiente circostante. Nelle ampie sale interrate, vinificazione e affinamento godono del miglior supporto tecnologico mentre il piano superiore viene dedicato agli uffici e ad accoglienti sale di degustazione.
L’ambizioso progetto raggiunge l’apice nel 2013, quando l’azienda intraprende il percorso di conversione alla viticoltura biologica, scelta ponderata e consapevole che, dopo tre anni di meticoloso monitoraggio, ha trovato il suo compimento nella vendemmia 2016, la prima ad essere ufficialmente certificata.

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