Milano Capitale dell’Impero (286-402 d.C.)

Alla “pax romana” fanno seguito frequenti e pesanti conflitti ai confini dell’impero, invasioni dei territori imperiali e contrasti interni.
Fra le altre si sono avute tra il 260 e il 271 ben tre invasioni successive di Alemanni che hanno interessato anche la Lombardia.
Per contenere queste pressioni esterne, dopo un primo esperimento di “diarchia” con Valeriano e suo figlio Gallieno che si dividono i compiti di difesa rispettivamente sui confini orientali e occidentali dell’impero, si arriva, con Diocleziano, alla terarchia, alla divisione del centro di potere e al suo spostamento in più luoghi strategicamente più opportuni.
Così Milano (insieme a Treviri, Sirmio e Nicomedia) dal 286 d.C. diventa capitale della parte occidentale dell’impero, con Massimiano imperatore ( e così rimane fino al 402 d.C. quando Onorio ritiene più sicuro spostare la capitale occidentale a Ravenna).
A Massimiano si deve, oltre all’allargamento della cinta muraria una intensa opera di urbanizzazione e la costruzione di nuovi edifici dei quali rimangono ancora oggi dei resti fruibili e meritevoli di visita.
In particolare si segnalano i resti del circo romano, ben visibili nel giardino interno del Civico Museo Archeologico di corso Magenta (assolutamente da visitare) e nella adiacente via Brisa si vedono i resti del Palazzo imperiale di Massimiano.

E’ da notare che una torre dei “carceres” che formavano il circo è diventata un campanile per la chiesa di S. Maurizio al Monastero Maggiore (di fianco al civico Museo archeologico) di origine paleocristiana anche se ricostruita nel 1500 con una facciata tutto sommato anonima (ma l’interno, con i suoi affreschi di scuola leonardesca e l’organizzazione architetturale è davvero una bellissima sorpresa, provare per credere!) .

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